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sábado, 15 de agosto de 2009

Cuba, 18° Comunidad Autónoma di Spagna

(Esto lo encontré en italiano y me pareció interesante ponerlo.)

"Cuba prima o poi dovrà prendere decisioni sul suo futuro, si offriranno allora diverse possibilità al popolo cubano. Noi proponiamo il ritorno di Cuba alla Spagna come Comunidad Autónoma, con tutti i diritti e le garanzie". Sembra uno scherzo di mezza estate, invece è la serissima proposta del Movimiento por la Reincorporación de Cuba a España como Comunidad Autónoma, che su Facebook conta già oltre 700 fans, sia cubani che spagnoli. Anche se bisogna ammettere che i cubani sono ovviamente molto più entusiasti degli spagnoli all'idea. Per entrambi la memoria della traumatica guerra di Cuba, che per gli uni segnò la fine dell'Impero e per gli altri l'inizio di una problematica indipendenza, è fonte più che altro di nostalgia e rimpianto.


Nel Gruppo di Facebook sono state raccolte testimonianze e sostegni storici all'idea di una Cuba spagnola. Ci sono, soprattutto, un articolo e un video su youtube che valgono davvero la pena. Guardate che visionario che è José Ramón Morales, blogger di cubaespanola.blogspot.com: "Per me una Cuba spagnola avrebbe ondeggiante sul Morro de L'Avana la bandiera spagnola, che fu quella che lo costruì e che ondeggiò per 400 anni, ci sarebbe anche la bandiera cubana, che è lì da 107 anni e che fu disegnata dal venezuelano annessionista e difensore della schiavitù Narciso López, e quella dell'Unione Europea.


Una Cuba con molto movimento. Un'Avana piena di gru che costruiscono il futuro, la Metropolitana della Città de L'Avana in piena costruzione. Linee ferroviarie del nuovo treno ad alta velocità che andrebbe per tutta la costa settentrionale fino a Santiago, con collegamenti dalla città di Matanzas fino a Varadero e così molte altre, a unire i capoluoghi di provincia. I paesini di Cuba si trasformano in villaggi bianchi, con belle case con balconi di bouganville e gerani. Villaggi compatti, per rispettare il più possibile la natura. In una Cuba spagnola si vedrebbero i principali canali della Penisola, TVE, Antena 3, Telecinco, etc., e in tutto il Paese ci sarebbero almeno due canali della tv cubana trasmettendo 24 ore perché una riunificazione deve essere da entrambi i lati. Il resto del Paese deve sapere di prima mano com'è la vita del cubano, conoscere le sue idiosincrasie e abbracciarle come proprie, è l'unico modo per integrarci tutti come spagnoli.


Anche le radio come Onda Cero devono essere collegate a Cuba e così tutte le cose che si trovano nelle Comunidades Autónomas, devono essere le stesse per Cuba. I notiziari, tanto da Cuba come dalla Penisola e dalle isole spagnole d'Europa, daranno le informazioni meteorologiche comprendendo Cuba; e i programmi diranno, per esempio, "sono le 7 del pomeriggio, una hora menos en Canarias (questo non posso non lasciarlo in spagnolo perché è così spagnolo! NdRSO), 6 ore meno nell'Isola di Cuba. Negozi di El Corte Inglés in tutte le città più importanti dell'isola. Squadre di calcio cubane in competizione con il Real Madrid, il Barça, ecc. Gli aeroporti principali di Cuba pieni di aerei di Iberia. Un biglietto preferenziale tra la Spagna peninsulare e insulare europea e la Spagna caraibica di Cuba grazie agli accordi tra Comunidades Autónomas. Molti spagnoli che si trasferiscono a Cuba. Molta manodopera in arrivo dalla penisola e dalle isole europee di Spagna, per ricostruire Cuba, ché avremo bisogno di molta gente. Molti ristoranti di cucina spagnola, la moda delle tapas e del vino ovunque. Torneranno le feste e le processioni come nel passato. (...) Nella Cuba spagnola tutti i cubani avrebbero il diritto al passaporto dell'Unione Europea, cioè, avremo il privilegio di vivere nei Caraibi ed essere, in più, europei. Uno dei problemi sarebbe l'immigrazione illegale verso le coste cubane (ha pensato a tutto! NdRSO) e su questo bisognerà lavorare seriamente perché molti latinoamericani vedrebbero Cuba come porta d'ingresso all'Europa. All'inizio sarà caotico, bisognerà adattarsi all'euro, ma il cubano sa che sarebbe un periodo di transizione per crearci questa Cuba spagnola e sviluppata del primo mondo, che ci apre le porte d'Europa e del Mondo. Sarebbe una Cuba più affidabile per gli investitori, più forte al momento di difendere la democrazia, poiché il resto del Paese ci aiuterebbe a denunciare la corruzione e ad evitare gli abusi di potere. Aprirebbe ai politici cubani le porte dell'Europa e la Spagna si rafforzerebbe con Cuba in tutti i sensi. Rinascerebbe l'orgoglio spagnolo, sarebbe il trionfo del sangue sui capricci di un falso orgoglio che non ci ha risolto i problemi, così come non li ha risolti all'America Latina. L'indipendenza è servita solo per la dipendenza da una classe governante. La retorica dell'orgoglio indipendentista è una fallacia e se lo analizziamo dalla prospettiva dei casi individuali, il cubano, ovunque arrivi, cerca subito la cittadinanza. (..) Ah, e a L'Avana un edificio dell'Unione Europea per gli affari nel Caribe, Canada, USA e America Latina. La Spagna avrebbe questa presenza grazie a Cuba, Chiave delle Americhe.


Avremo la critica di molti latinoamericani, soprattutto di sinistra, ma questa sarebbe invidia perché molte persone di questi Paesi vorrebbero vivere a Cuba".Insomma, da Paese reietto dell'America Latina a modello ed esempio di sviluppo, porta d'accesso per l'Europa e l'agognato Primo Mondo. L'idea, per quanto possa suonare oziosa e degna di una calda giornata di mezza estate, stuzzica sia gli spagnoli che i cubani. Sempre per colpa di quel maledetto 1898 che li separò.


Nei commenti del Gruppo di Facebook si legge la tentazione cubana di lasciar perdere l'indipendenza che ha portato solo problemi e il terrore spagnolo di essere invasi dai nuovi compatrioti d'Oltremare in cerca di fortuna. In entrambi si intravede però il cariño, l'affetto, il rispetto e la vicinanza culturale che i 100 anni di indipendenza di Cuba non hanno spezzato.C'è un video di youtube che parla di tutto questo. Dice: "Gli Stati Uniti hanno cercato in ripetute occasioni di acquistare Cuba.


I presidenti statunitensi John Quincy Adams, James Polk e Ulysses Grand hanno offerto grandi somme di denaro che il governo spagnolo rifiutò sempre. La Spagna si rifiutò di vendere Cuba agli Stati Uniti perché la considerò sempre parte integrante del proprio territorio. Nel 1898 gli Stati Uniti dichiararono guerra alla Spagna e ottennero così Cuba, Portorico, Filippine e Guam. Portorico e Guam continuano ad appartenere agli USA, cosa è successo a Cuba lo sappiamo tutti. Ed è già tempo di pensare al futuro e di considerare le diverse possibilità che il popolo cubano potrebbe scegliere.


Una di queste potrebbe essere il ritorno alla Spagna come 18° Comunidad Autónoma. Cuba è stata la prima Autonomia della Spagna, la sua storia si è scritta insieme a quella di Spagna nei secoli. I principali vantaggi:


1 Libertà. La Costituzione spagnola del 1978 garantisce le libertà assolute (pensiero politico, movimento, religione, sessualità...).


2 Democrazia. Democrazia reale ed effettiva, multipartitica.


3 Autonomia. Le Comunità Autonome hanno un Parlamento proprio ed elaborano le proprie leggi; i cubani voterebbero liberamente il proprio presidente dell'Autonomia e deciderebbero sui temi riguardanti l'Isola


4 Welfare State. La Spagna, come gli altri Paesi europei, gode del cosiddetto Welfare State, che si traduce in un'economia di mercato ma con Sanità, Istruzione e servizi pubblici gratuiti e di alta qualità


5 Ingresso nell'Unione Europea. Al reincorporarsi nello Stato spagnolo, Cuba entrerebbe a far parte della UE; i cubani goderebbero di cittadinanza e passaporto europeo, cosa che permetterebbe loro di muoversi liberamente per i 27 Paesi dell'Unione Europea e viaggiare in quasi tutti i Paesi del mondo senza dover richiedere il visto 6 Esperienza. La Spagna conta sull'esperienza di una transizione pacifica e riconciliatrice alla democrazia e alla libertà dopo una lunga dittatura. 7 Economia.


La Spagna e l'UE garantirebbero lo sviluppo economico, si realizzerebbero tantissimi investimenti con l'obiettivo di uguagliare il reddito e il livello di vita del cubano a quelli spagnolo ed europeo; Cuba, come Comunità Autonoma, avrebbe come moneta l'Euro, una moneta forte, che darebbe stabilità all'economia dell'isola 9. Una cultura comune. Fino a poco più di 100 anni fa Cuba era parte della Spagna e per questo abbiamo una cultura e tradizioni in comune 10 Una lingua in comune: lo spagnolo. Parlare la stessa lingua faciliterebbe il processo e assicurerebbe il rispetto delle tradizioni e della cultura dell'isola. Tutto questo processo si dovrebbe realizzare democraticamente, lasciando tutti i cubani liberi di scegliere il proprio futuro in un referendum; successivamente sarebbero gli spagnoli che dovrebbero votare in un referendum se sono favorevoli al ritorno di Cuba alla Spagna." E se non foste ancora convinti dei vantaggi di una Cuba spagnola ed europea e della vicinanza culturale tra L'Avana e Madrid, ci pensa la colonna sonora del video. La più bella dichiarazione di resa all'embrujo irresistibile che le tremendisimas mulatas de La Habana esercitano sui maschi spagnoli, La flaca di Jarabe de Palo. Il video da youtube
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Blog Rotta a Sud Ovest

8 comentarios:

Francisco Javier dijo...
Este comentario ha sido eliminado por el autor.
Francisco Javier dijo...

Resulta muy curioso ver como esta curiosa iniciativa va teniendo cada vez más y más publicidad. Como español y andaluz recibiría al pueblo de Cuba con los brazos abiertos, fundiendome en un abrazo con ellos, como un hermano que recibe a otro tras un largo viaje. Y creo que como yo obraríamos la mayor parte de los españoles.

Ahora bien, tengo una cuestión para José Ramón Morales o cualquier otro amigo de la Isla que siga sus idea:

Qué hará Estados Unidos si Cuba se une a España??? Recuerden que los republicanos tienen muy presente la Doctrina Monroe: "América para los (norte)americanos" y que aunque ahora mismo no estén en el Gobierno, pueden estarlo.

Sin más un saludo y gracias por esta iniciativa que nos hace justicia.

Jose Raul dijo...

Algun dia los cubanos y los españoles,podramos establecer alguna comunicacion o discusion, sin que salga el dichoso tema de los Estados Unidos?.Es que yo creo que hasta los Americanos estarian contentos porque se quitarian de arriba todo este problema de cubanos acogiendose a un Ley que les da asilo politico y el peligro constante de un exodo de cubanos a los Estados Unidos.El asunto de la propuesta creo que no es si los Estados Unidos estan o no de acuerdo, es si los cubanos estarian de acuerdo a renunciar a ser una nacion soberana a cambio de una pronta mejoria en sus condiciones de vida. Yo por mi parte creo en la viabilidad de obtener un progreso economico y social estable siendo un pais libre y soberano aunque seguramente nos cueste mas y se demore mas. Y aunque en esta pagina hay Españoles muy bien intencionados, solidarios y con mucha nobleza de corazon, yo considero que la mayoria de la poblacion de España no estaria de acuerdo en incorporar a Cuba como Comunidad a España, porque eso resultaria en un enorme gasto para tratar acercar el nivel de vida de los cubanos a la media de España y la mayoria de los Españoles creo yo que considerarian ese gasto injustificable e innecesario y preferian verlo invertido en otros proyectos mas viables y de mayor interes segun sus criterios

Anónimo dijo...

No puedo dejar de estar de acuerdo en parte con José Raul.
Es evidente que a España no le sobra el dinero y menos con esta crisis. Sin embargo, no es menos cierto que nuestra posición económica ha cambiado mucho en los últimos 20 años y España puede permitirse cosas que antes no podía.
Por otra parte, sería rentable económicamente para todo el conjunto de España (y para entonces entiendo que sería España + Cuba) mediante la incorporación de empresas españolas y cubanas a nuevos mercados a los que ahora no tienen acceso. Por no hablar de la explotación de la gran industria que tiene Cuba, su turismo, algo que los españoles estamos muy acostumbrados a manejar. Todo ello redundaría en más empresas, más puestos de trabajo y por lo tanto, más impuestos para el Estado para pagar toda la modernización de la isla.
Por otra parte, tampoco hemos de olvidar que Cuba pasaría a ser catalogada como zona extraperiférica de la UE, como ya pasa por ejemplo con las Canarias, y tendría acceso a muchos fondos estructurales europeos para su inversión en toda clase de infraestructuras: autovías, ferrocarriles, aeropuertos, puertos, etc.
También, no lo dudo, esto atraería a multitud de inversionistas europeos: alemanes, franceses, ingleses, holandeses, italianos, etc.
Quizá podría llegar a ser otra Mallorca u otra Ibiza, pero mucho más rica y compleja debido a su gran tamaño y población.

Francisco Javier dijo...

@ José Raul

Suscribo gran parte de lo que comentas, aunque hay otros puntos en los que discrepo.

Esta propuesta concierne a España y Cuba y son sus ciudadanos quienes tienen que decidir unos si renuncian a su soberanía (tan anhelada durante tantos años)y los otros sobre si aceptan al nuevo hermano que ha decidido volver al hogar familiar.
En teoría tendría que ser así, pero hay que tener en cuenta las reacciones de los países con intereses en la zona y uno de ellos es EEUU. Ya se que las cosas no son como en el 98 y que Washington vería mejor tener a un aliado de la OTAN que al Innombrable. Pero es cierto que muchos americanos soñaron con que Cuba fuese el Estado nº52 (Puerto Rico es el 51º). Así que hay que ver que piensan ellos, aunque tampoco se pronunciaron cuando Mayotte se anexionó a Francia.

Sobre la reacción de los cubanos no me puedo pronunciar, pues no conozco a gente de la Isla ni he visitado el país, pero yo creo que la mayoría de los españoles tenemos la suficiente visión para entender que las inversiones destinadas a Cuba van a repercutir en nosotros duplicadas y triplicadas. Ya imagino a las grandes cadenas hoteleras españolas haciendo fuertes inversiones en grandes complejos hoteleros que darían empleo a muchos cubanos. Telefónica, Endesa... esas empresas ayudarían a mejorar las infraestructuras, quedando España destinada a mejorar las carreteras y los aeropuertos y creo que en muchas ocasiones seríamos administradores de dinero dado por la UE para acercar la Isla al nivel de vida europeo pues no hay que olvidar que el cubano sería también ciudadano europeo.

P.D. Espero que disculpes la parrafada, he intentado ser conciso. Se que has tenido malas experciencuas con muchos españoles pero te digo que en el fondo somos un pueblo acojedor y hospitalario

José Ramón Morales dijo...

Hola Francisco Javier;
Gracias por participar. Te diré que para los americanos es mas conveniente una Cuba estables, europea, ya que la Comunidad Europea es aliada de EU, que una isla cabecilla de todo un Movimiento Bolivariano que ese si que es un monstruo que se ha creado en el patio de EU y promete convertirse en una potencia como una especia de URSS pero mas rudimentaria y chapuza, pero muy peligrosa. Si han permitido a Chávez y toda su camarilla, por que no van a permitir una Cuba española si el pueblo cubano lo decide en las urnas y el español lo apoya. Si es algo bien visto por la Comunidad Europea, EU no se puede oponer. Además los americanos verían con buenos ojos, ya que a muchos les gustaría retirarse en la isla y además vacacional. Déjame decirte que muchos norteamicanos amigos mios ven la idea genial. Tu sabes que este movimiento empezo de la nada y gracias a personas como tu hemos ido creciendo y seguiremos, Nos falta un largo camino y es de concientizar a las personas de ambos lados, pero el objetivo es noble, y entre todos podemos crear un gran pais, ya que Espana tambien necesita un cambio, lo tiene todo pero hay cosas que no funcionan bien por malos pasos de los gobernantes, pero estoy seguro que podemos cambiarlo.
Un abrazo

José Ramón Morales dijo...

Hola José Raúl
Gracias por participar. Hay algo que vosotros no tenéis en cuenta a la hora de hablar de la reconstrucción de Cuba y todo lo que se tendría que gastar España, etc. Déjame decirte, la inmigración cubana regada por el mundo, especialmente en EU, proviene desde todos los rincones de la isla, desde las grandes ciudades, hasta los pueblos mas pequeños y el campo. Esas personas van a ayudar en su mayoría a sus familiares, bien se reconstruyendo las viviendas, o construyendo nuevas, o poniéndoles un negocio, etc. Eso seria una forma casi silente de irse reconstruyendo la isla totalmente. Cuba cuenta con infraestructuras que hay que reparar, pero como no creo que cuente ningún otro país de Latinoamérica, por ejemplo hay muchas escuelas en el campo que servirían para educar a muchos españoles (me refiero a todos incluyendo cubanos) o transformar algunas en albergues para los trabajares que lleguen y no tengan vivienda, como una forma de alojo barato para ahorrar dinero mientras construyen nuevas y pueden adquirir una. Hay mucho potencial, y seria una dinámica muy interesante que traería nuevos aires a esa España que necesita un cambio urgentemente.
Una vez escribí un artículo sobre el Karma que esta en algún lugar del blog y dije que tanto España como Cuba tendrían que tocar fondo y así es como seria la unión y forma de neutralizar esa karma negativo que arrastramos los dos y juntos salir adelante y brillar como nunca. Los dos países están en crisis tocando fondo, quizás España menos, pero no ve la luz al final del túnel y si no pregúntaselo a los parados.
Un abrazo

Francisco Javier dijo...

Hola Jose Ramón,

Visto como lo planteas no tendría que haber problema alguno. Ya he señalado con anterioridad que esto no es el 98 y que EEUU preferiría tener a un aliado de la OTAN que a la avanzadilla en el Caribe del Imperio del Mal

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